La pesca di lago al centro di un dibattito svoltosi a Marta

Sul tema “Il pesce del lago di Bolsena come risorsa per lo sviluppo economico e turistico del territorio lacuale”, si è svolto la settimana scorsa a Marta, nel corso della “Festa del Pescatore”, un incontro/dibattito per parlare delle potenzialità ed opportunità che questa importante attività rappresenta per l'intero bacino lacuale su cui insistono ben otto comuni, tutti interessati allo sviluppo del lago sia dal punto di vista economico che turistico

Non per nulla l’incontro si è tenuto a Marta, oggi uno dei pochi centri dell’Alto Lazio ad avere una significativa attività economica legata alla pesca e principalmente al commercio del pesce. Questa posizione, tra l’altro, ha portato Marta a diventare, in questi ultimi anni, un centro di smistamento ittico di rilevante importanza a livello regionale.

“Nella nostra politica per il territorio, ha detto il Sindaco Maurizio Lacchini, aprendo gli interventi davanti ad un folto pubblico di giornalisti e di operatori locali, sono due le priorità: salvaguardare l’aspetto culturale e la pesca. Anche se il numero dei pescatori è in continua diminuzione, non possiamo disinteressarci di quanti tale attività continuano a svolgere. Le esigenze e le priorità sono diverse, ma trovare una soluzione alle loro problematiche diventa essenziale, non solo per l’amministrazione comunale, quanto per salvaguardare quella che è ormai una tradizione, soprattutto alla luce delle difficoltà che sta attraversando l’economia locale. Dobbiamo trovare una strategia globale all’attuazione degli obiettivi del Feamp e delle altre misure regionali e nazionali avanzate per lo sviluppo del settore”.

Che le problematiche della pesca siano particolarmente care a questa amministrazione, lo dimostra la nomina di un Assessore, Dania De Grossi, esclusivamente chiamato alla disciplina del settore. “Fortunatamente, ha detto la giovane rappresentante del Comune, lo stato di salute delle acque del lago, grazie al fatto di non avere né industrie, né allevamenti zootecnici rilevanti, né culture intensive e alla presenza del collettore circumlacuale per la raccolta delle acque reflue e conseguente convogliamento all’impianto di depurazione, è buono come dimostra la presenza del coregone che vuole solo acque pulite. L’unico vero problema, ha detto ancora la De Grossi, è il ricambio generazionale. Oggi l’attività del pescatore non è né semplice né remunerativa e tende ad allontanare sempre più i giovani da una pratica che soprattutto a Marta ha rappresentato per secoli una delle poche risorse economiche”.

Gli aspetti della pesca non possono essere scissi da quello di altre attività, primo fra tutte il turismo che ha spinto l’amministrazione a dare risposte concrete con interventi mirati e di grande impatto come il nuovo porto turistico. “La Festa del pescatore, la Sagra del Lattarino, la Festa della Cannaiola, le “Passate”, sono per il nostro piccolo borgo, ha detto Giusy Gargiulo, Assessore al Turismo, momenti di grande richiamo turistico. La pesca di lago e la produzione del vino Cannaiola sono due specificità del nostro territorio. L’intento del Comune è sempre più quello di abbinare il patrimonio culturale e ambientale alle risorse enogastronomiche, un binomio vincente come è stato più volte dimostrato in passato”.

Presenti al dibattito anche i rappresentanti del Flag, l’Associazione gruppo d’azione locale per la pesca nata per concorrere allo sviluppo sostenibile e al miglioramento della qualità della vita nelle zone di pesca delle acque interne viterbesi. “La nostra attività, ha detto Bruna Rossetti, presidente Confcooperative Lazio Nord nonché del Flag-Lago di Bolsena, è già partita e notevoli sono i successi già ottenuti primo fra tutti la sensibilizzazione e la partecipazione sia dei pescatori sia delle amministrazioni, delle cooperative, delle associazione e delle organizzazione datoriali. Tutta la nostra attività è improntata al servizio di un bacino che finalmente tutti iniziano a sentire come proprio e parte integrante e imprescindibile dello sviluppo e della crescita del territorio”. Nello specifico delle attività è intervenuto il Direttore, Stefano Cerioni secondo il quale “il raggio d’azione si svilupperà a 360° e andrà dal recupero ambientale del lago e del territorio circostante ad una campagna di sensibilizzazione dei cittadini fino al coinvolgimento delle istituzioni sui temi della conservazione delle specie rare o a rischio”. Tra i molti progetti (energia rinnovabile, tutela del paesaggio e della biodiversità, riqualificazione urbana, crescita occupazionale, formazione, ecc.) Cerioni ha accennato anche al ripopolamento del lago attraverso la semina delle anguille e al recupero ambientale del fiume Marta essenziale per la normale ripresa del ciclo biologico della specie che risale i fiumi in fase giovanile per ridiscendervi quando va a riprodursi in zone più calde.

Agli interventi programmati dal Flag, Vincenzo Peparello, Presidente del Cat/Confesercenti Viterbo nonché Responsabile di Visituscia, la borsa di prodotto nata 10 anni fa per lo sviluppo turistico ed economico del territorio, ha ricordato quelli dei Gal (Gruppi di Azione Locale) che attuano strategie di sviluppo locale mediante l’elaborazione e l’attuazione dei Piani di Sviluppo Locale. “I Gal (partenariati pubblico-privati sul piano locale), ha detto Peparello, possono svolgere un ruolo determinante per lo sviluppo delle strategie programmate e l’impiego dei fondi che hanno a disposizione. Tutte le parti coinvolte però, devono comunicare in maniera efficace al fine di assicurare la flessibilità necessaria per operare, generando fiducia e credibilità. Fortunatamente in questo ultimo periodo assistiamo ad una maggiore presa di coscienza dei Comuni, anche grazie agli strumenti forniti alle imprese dalla Regione Lazio. Il momento delle erogazioni a pioggia è finito: oggi debbono essere mirati a particolari iniziative settoriali dell’area di intervento. Enfatizzare la promozione però, senza che questa venga supportata da una efficace comunicazione non serve a nulla. L’importante è mettere a confronto due soggetti: uno interessato alla domanda e l’altro all’offerta. Senza questa condizione, tutto viene vanificato. Prendiamo il caso di VisiTuscia: proprio basandoci sul binomio domanda/offerta, in dieci anni, gli operatori hanno aumentato la loro programmazione del 30% con una ricaduta del 10% sui consumi e sul fatturato”.

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