La televisione, la moderna tecnologia aiuta i bambini nell’apprendimento? Questa domanda dovrebbe, in teoria, avere una risposta affermativa e in parte lo è ma la compagnia di altri bambini, la socializzazione, la condivisione è insostituibile e molto più significativa nell’evoluzione infantile.

La televisione

La televisione è certamente una fonte di input per i bambini purché i programmi che entrano al bambino siano selezionati, educativi e validi e in questo i genitori hanno un ruolo fondamentale.

I bambini assorbono con estrema facilità, il loro cervello è predisposto per il massimo apprendimento ma occorre che l’esposizione ai programmi televisivi sia limitata e che non sostituisca il rapporto personale con i genitori stessi e con altri bambini.

In particolare nello sviluppo del linguaggio è necessario che questo venga appreso dalle persone che circondano i bambini.

I disturbi del linguaggio

Chi ha spirito di osservazione si renderà conto di come quando si parla al bambino questo non solo ascolti le parole ma anche di come il bambino stesso osservi la bocca di chi gli parla.

Non basta emettere suoni per parlare, occorre anche che la bocca formi correttamente i suoni affinché assumano un significato. Osservando la bocca, i suoi movimenti, il bambino correla i suoni alla bocca stessa e imiterà con il tempo lo stesso accostamento tra suono e movimento della bocca.

Questo è fondamentale per la formazione della fonazione; purtroppo in televisione, guardando prevalentemente i cartoni animati, le parole, le frasi, non sono correlate al movimento della bocca. Il bambino tenderà quindi ad emettere dei suoni che, però, non sono altro che suoni senza un preciso significato.

Per comodità molti genitori lasciano per molte, troppe ore al giorno, i bambini davanti alla TV e questo può rappresentare un serio problema nell’apprendimento del linguaggio. Questo è confermato in pratica da molti casi clinici di bambini lasciati troppo davanti alla TV e che arrivano a 4-5 anni con carenze notevoli nello sviluppo del linguaggio.

Lo stesso si può dire anche per l’uso di Smartphone e Tablet che oggi sono nelle mani dei bambini anche a poco più di un anno d’età, un errore grave che può essere dannoso per i bambini.

La socializzazione dei bambini

Tutti abbiamo sentito dire e abbiamo constatato essere vero che i bambini che frequentano l’asilo apprendono più velocemente di quanto non sia per i bambini che non lo frequentano. Si tratta solo di una convinzione popolare o c’è di più?

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Pnas, conferma che i bambini già a soli nove mesi sono favoriti nell’apprendimento dalla compagnia di altri bambini.  La ricerca è stata condotta su un gruppo di 31 bambini di nove mesi e ha evidenziato come l’apprendimento sia maggiormente efficace in compagnia rispetto all’azione singola del bambino.

Si è anche evidenziato come i bambini in compagnia riuscivano prima degli altri, a pari capacità motoria, ad utilizzare un comando per far partire un video da un dispositivo mediale.

L’interazione sociale

Lo stesso studio ha dimostrato, quindi, che la velocità di apprendimento nel bambino, anche nella parola, è maggiore quando esiste un’interazione sociale, non necessariamente in presenza di qualcuno che mostri loro come fare ma anche semplicemente con un loro pari.

La maggiore capacità di apprendimento, secondo gli studiosi del fenomeno, sarebbe da riferire ad una maggiore motivazione ad imparare quando il bambino si trova in un contesto di socializzazione e di interazione sociale.

Ai genitori ogni considerazione in merito e la conseguente azione, tenendo conto che per i bambini la compagnia non solo aumenta la velocità di apprendimento ma anche predispone a corrette relazioni sociali future, aprendo alla socialità, al confronto, ad una maggiore e rapida integrazione ed apertura ai rapporti che si riflette anche in migliori risultati scolastici e non solo.

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