Piero Bruni, una vita per il Lago

Oggi, 12 novembre 2017, l'ingegner Piero Bruni compie 90 anni. Non avremo mai riconoscenza sufficiente nei sui confronti per quanto ha fatto e sta facendo da anni a difesa del suo e del nostro amato Lago

10 luglio 2017, Piero Bruni presso la Commissione Petizioni del Parlamento Europeo a Bruxelles

Oggi, 12 novembre 2017, l’ingegner Piero Bruni compie 90 anni. I suoi amici e collaboratori vogliono festeggiarlo così:

Piero Bruni, presidente dell’Associazione Lago di Bolsena, è nato a Firenze nel 1927 da una famiglia originaria di Capodimonte (VT). Laureato in ingegneria con specializzazione in prospezioni geofisiche del sottosuolo, dopo un biennio trascorso in Svizzera ed Egitto, ha svolto attività geofisica con la società internazionale Schlumberger in Venezuela, Brasile, Argentina, Cile, U.S.A. e Francia.

Piero Bruni ha iniziato il suo impegno per la tutela del lago di Bolsena negli anni ’60 partecipando alla costituzione di una sezione di Italia Nostra. Nel 1987 è stato fra i soci fondatori dell’Associazione Lago di Bolsena, promossa dal Principe Giovanni del Drago che ne assunse la presidenza. Dal 2006 Piero Bruni è Presidente Esecutivo mentre il principe Giovanni del Drago in quell’anno diventò Presidente Onorario. Nel 2008 ha ricevuto il premio internazionale del GLOBAL NATURE FUND “in riconoscimento del suo impegno e dedizione per la protezione e conservazione della natura”.

Piero Bruni e i suoi collaboratori sono stati impegnati in molte battaglie per la salvaguardia del lago. Negli anni ’60 il “progetto Angelini” voleva utilizzare i laghi dell’Italia Centrale come serbatoi di accumulo abbinati alla centrale nucleare di Montalto di Castro. I laghi Trasimeno, Bolsena, Vico e Bracciano sarebbero stati inquinati da acqua torbida e avrebbero subito escursioni di livello di alcuni metri (il Lago di Bolsena rischiava un abbassamento di livello di 4 mt). I volontari del Lago di Bolsena furono aiutati efficacemente dall’allora proprietaria del Corriere della Sera, Giulia Maria Crespi, e riuscirono a fermare il progetto a lavori già avviati.

Poco tempo dopo, il bellissimo sito di Monte Bisenzio sede della Visentium etrusca, cadde nel mirino di un Segretario Politico di allora che progettò di lottizzarlo per una sua impresa. Insperatamente, la piccola sezione d’Italia Nostra, grazie all’impegno personale di Fabiano Fagliari Zeni Buchicchio, di Rosanna Faggiani e della televisione tedesca, riuscì a far porre il vincolo archeologico sull’area.

Con il passare del tempo si fece più pressante il problema dell’inquinamento. Nel 1987 Giovanni del Drago costituì l’Associazione Lago di Bolsena che succedette alla sezione d’Italia Nostra con gli stessi soci. Iniziò un lungo, diffuso e tenace lavoro di sensibilizzazione e di informazione sulle minacce alla salute del lago. Durante gli anni, furono trasferiti tutti i macelli che versavano sangue nel lago, chiuse le discariche comunali che percolavano nella falda, costruito un collettore per la raccolta dei reflui urbani, evento quest’ultimo di massima importanza per la tutela del lago.

L’Associazione iniziò sistematici monitoraggi del lago, numerosi corsi e pubblicazioni per le scuole. Nel 2002, con l’essenziale collaborazione dell’Istituto idrobiologico di Pallanza, organizzò a Bolsena la conferenza internazionale RESIDENCE TIME IN LAKES della quale Piero Bruni fu Chairman del Comitato Organizzatore. Ad essa parteciparono, oltre agli italiani, i più noti limnologi del mondo provenienti da: Giappone, Israele, Finlandia, Austria, USA, Ungheria, Russia, Cina, Polonia, ecc.

Nel 2002 l’ENEL mise in opera, a Latera, una centrale geotermica nociva per la salute e per l’ambiente. Contro la sua attività, si opposero il medico tedesco Dott. W. Wirbatz e l’On. Laura Allegrini, che organizzarono un grande corteo popolare di protesta. A sostegno, l’Associazione Lago di Bolsena documentò il rischio d’inquinamento con arsenico della falda acquifera. Finalmente, la Provincia deliberò la definitiva chiusura della centrale. Negli ultimi anni è riemerso il pericolo dello sfruttamento della geotermia a media e alta entalpia con numerosi progetti tutt’intorno al lago e Bruni è attivo nell’informare sui gravi rischi dell’inquinamento e dell’intaccamento della falda acquifera del lago, di terremoti indotti e di un globale inquinamento di acqua, aria e suolo.

Nel 2016 Ferdinando del Drago succedette al compianto Principe Giovanni come Presidente Onorario dell’Associazione Lago di Bolsena. Negli ultimi anni l’Associazione è impegnata a sollecitare il miglioramento della rete fognaria, il cui stato disastrato è la causa principale della pericolosa eutrofizzazione del lago che rischia di compromettere irreversibilmente la sua salute.

Piero Bruni organizzò con altre associazioni ambientaliste, nel 2011, la petizione popolare “Salvalago” che trovò l’adesione di più di 13 mila cittadini. Nel 2013 si rivolse con una petizione all’Unione Europea per sollecitare il suo intervento per la tutela del lago ed è stato accolto per due audizioni (l’ultima il 10 luglio scorso) dove ha trovato il sostegno della Commissione Europea.

Bruni prosegue, con un numero crescente di collaboratori, i monitoraggi del Lago. Ultimamente ha potenziato il lavoro didattico con le scuole attraverso il progetto “Conoscere il Lago di Bolsena“, che coinvolge gli alunni delle secondarie di I grado di ben 12 comuni del comprensorio lacustre. Continua instancabilmente a intervenire personalmente in numerose conferenze e pubblicazioni. Solo qualche giorno fa Piero è uscito in battello sul lago per effettuare, come fa ormai da anni, i prelievi e le misurazioni di fosforo e ossigeno, ha partecipato ad una riunione con i “suoi” insegnanti ed ha tenuto una conferenza all’Istituto Omnicomprensivo Leonardo da Vinci di Acquapendente.

Non avremo mai riconoscenza sufficiente nei confronti dell’ing. Piero Bruni per quanto ha fatto e sta facendo da anni a difesa del suo e del nostro Lago.

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