Record di uragani, tifoni e tempeste tra agosto e settembre

Dinanzi all’evidenza Donald Trump si sta convincendo che il fenomeno dei cambiamenti climatici non è solo una visione isterica degli ambientalisti

Tre tempeste tropicali in un’unica immagine: gli uragani Odile e Edouard e il tifone Kalmaegi (fonte: EUMETSAT)

Durante l’estate e l’inizio dell’autunno è risaputo che, soprattutto in Atlantico, nascono gli uragani, la stessa cosa per i tifoni sugli oceani Indiano e Pacifico. Tuttavia mai era accaduto che fossero così tanti, tutti insieme e carichi di energie apocalittiche. Gli USA in pochi giorni hanno subito prima Harvey e poi Irma, tutti e due con l’energia distruttiva pari allo storico e devastante uragano Katrina (agosto 2005). Nel frattempo sempre in USA hanno subito altre tempeste tropicali come Katia e Josè, e in chiusura un altro super uragano di livello 5 battezzato “Maria”, che ha già devastato le isole Vergini, l’isola di Dominica e Puerto Rico. Dall’altra parte dell’Atlantico i tifoni Doksuri e Talim nel Sudest asiatico hanno provocato circa 2000 vittime.

A tal proposito tutti gli scienziati del pianeta sono concordi nell’affermare che i cambiamenti climatici non sono sempre i responsabili della nascita di questi violenti fenomeni meteo, ma sono decisamente responsabili nell’aumentare la loro energia distruttiva.

Da “fonti di corridoio” apprendiamo che gli scienziati USA, quelli onesti, finalmente sono riusciti a convincere il presidente Americano che ciò che sta capitando è in gran parte colpa dei cambiamenti climatici indotti dall’eccessiva presenza di CO2 in atmosfera (anidride carbonica in gran parte prodotta dalle attività umane). Sembrerebbe, quindi, che Trump voglia rinunciare ad uscire dall’accordo di Parigi.

fonte: Accademia Kronos onlus

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