“Ars medica etrusca: l’arte di curare e curarsi nell’antica Etruria”

Il Circolo dei lettori presso la Biblioteca comunale “A. Pistella” di Vetralla venerdì 21 aprile 2017, alle ore 16.30, presenta “Ars medica etrusca: l’arte di curare e di curarsi nell’antica Etruria” a cura della dott.ssa archeologa Micaela Merlino

Gli Etruschi sperimentarono e produssero un vasto sapere in campo medico, in parte documentato dalle fonti letterarie greco-latine ma, soprattutto negli ultimi decenni, dai reperti archeologici quali ad esempio i crani con arcate dentali provviste di protesi in oro e quelli con tracce di trapanazione.

Interessante è il ritrovamento, nel relitto di una nave, della “valigetta” di un medico con strumenti professionali e farmaci. Numerosi ex voto anatomici dedicati nei santuari e le più recenti indagini osteologiche, condotte su scheletri provenienti da necropoli, rivelano le patologie più diffuse tra gli Etruschi.


“L’Ars medica etrusca” in una conferenza alla Biblioteca Comunale di Vetralla

Nell’ambito degli incontri promossi ed organizzati dal “Circolo dei Lettori” di Vetralla in collaborazione con la Biblioteca Comunale “A. Pistella”, Venerdì 21 Aprile 2017 alle ore 16.30 l’archeologa Micaela Merlino terrà una conferenza dal titolo “Ars medica etrusca: l’arte di curare e di curarsi nell’antica Etruria”. Gli Etruschi sperimentarono e produssero un vasto sapere in campo medico, anche se nessun “manuale” di medicina, se pure esistette, è arrivato fino a noi. Tuttavia alcune notizie in merito alle loro conoscenze mediche, sono conservate in alcune fonti letterarie greche e latine. Ma, soprattutto negli ultimi decenni, le indagini archeologiche scientifiche hanno permesso di riportare alla luce molti reperti, quali ad esempio i crani con le arcate dentali provviste di protesi in oro, che documentano le conoscenze etrusche nel campo dell’odontoiatria, e quelli con tracce di trapanazione, che attestano sviluppate conoscenze chirurgiche. I numerosi ex voto anatomici dedicati in molti santuari, e in particolar modo le più recenti indagini osteologiche condotte su resti di scheletri umani provenienti dalle necropoli, permettono di conoscere quali fossero le patologie più diffuse tra gli Etruschi. Il rinvenimento e lo scavo del relitto di una nave nel Golfo di Baratti ha consentito il recupero della “valigetta” di un medico etrusco-romano, nella quale sono stati rinvenuti anche molti flaconi con pastiglie di collirio. Tutto ciò verrà illustrato nel corso della conferenza, che metterà dunque in luce un altro aspetto di questa importante civiltà dell’Italia antica.

Ingresso libero.

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