Non parliamo di una malattia definita ma di un modo di camminare che è sintomo di altre patologie. Chi ne soffre cammina zoppicando ma non sempre, solo a seguito di affaticamento con la deambulazione e si attenua dopo il riposo. Cerchiamo di capire chi ne soffre e perché.

La Cludicatio intermittens

Si tratta, come abbiamo detto, di un sintomo, non una malattia, che sottintende l’esistenza di problemi che la causano. Parliamo, quindi della camminata zoppicante intermittente che in latino si traduce in Claudicatio Intermittens e con questo termine è scientificamente conosciuta.

Si tratta di dolori crampiformi alle gambe, glutei e cosce che sono scatenati dal movimento e tendono all’attenuazione con il riposo. Questo spiega il carattere intermittente della deambulazione claudicante ovvero discontinuo nel tempo.

Sono diverse le possibili cause, quella prevalente è un’arteriopatia periferica ma non vanno sottovalutate altre possibili cause che ora andremo a vedere più nel dettaglio.

Le Cause della Claudicatio Intermittens

Come abbiamo accennato, la causa principale del problema di cui stiamo parlando è un’arteriopatia, ossia un deficit circolatorio arterioso per cui i tessuti, in particolare i muscoli vengono a soffrire per un’ossigenazione insufficiente.

I muscoli hanno necessità, per fare correttamente il loro lavoro, di una gran quantità di ossigeno senza il quale vanno in patimento.

Questo spiega perché la claudicatio intermittens ha tendenza a manifestarsi con il movimento e tende, al contrario, a cessare a riposo. Poiché l’ossigeno e il nutrimento arriva con il sangue attraverso la circolazione arteriosa, un cattivo funzionamento delle arterie porta al patimento muscolare, quindi il dolore crampiforme che passa con il riposo.

Il dolore ai muscoli che patiscono la scarsità di ossigeno e nutrimento porta la persona che ne soffre a zoppicare con il movimento e smettere di zoppicare dopo il riposo.

La Arteriopatie periferiche

Si stima che una percentuale di popolazione italiana tra il 3 e il 10% soffra dio arteriopatia e l’invecchiamento della popolazione fa aumentare la percentuale.

La popolazione anziana è quella maggiormente interessata da questa patologia, soprattutto per via delle ostruzioni arteriose provocate da depositi al loro interno, specialmente costituite da placche di colesterolo, un problema particolarmente frequente nell’avanzare dell’età.

Gli esperti ritengono che il 20% della popolazione italiana sopra i 60 anni soffra di claudicatio intermittens ma non mancano casi anche in giovane età.

In molti casi alla base del ridotto flusso sanguigno nelle arterie c’è un fatto infiammatorio delle stesse arterie che vedono, di conseguenza, gonfiare il loro tessuto riducendo il lume arterioso.

Le cause neurologiche

In casi meno frequenti la causa della Claudicatio intermittens non si trova in problemi circolatori ma neurologici, in deficit di innervazione dei muscoli.

Alla base di questi problemi ci possono essere difetti di trasmissione degli impulsi nervosi di carattere primario ma sovente si tratta di problemi secondari come un’ernia discale o una spondilolisi, Morbo di Piaget, gotta, tumori vertebrali, traumi alla stessa colonna, infezioni, interventi chirurgici e molte altre cause che incidono sulla trasmissione degli impulsi nervosi dalla colonna vertebrale verso i muscoli.

Le persone che soffrono di diabete possono accusare il problema in trattazione a causa della neuropatia periferica secondaria al Diabete stesso.

La Cura

Non si può parlare di cura della claudicatio intermittens senza riferirsi alla causa. Solo una corretta diagnosi su quelle che sono le cause del problema potrà portare ad una cura efficace.

Se alla base c’è un’arteriopatia ostruttiva, la soluzione non potrà che essere di carattere disostruttivo, tramite un’angioplastica oppure in alcuni casi con l’applicazione di un By Pass arterioso.

Diversamente la soluzione sta nel trattamento del problema specifico che causa la claudicatio Intermittens. In genere l’assunzione di antinfiammatori può essere di giovamento, soprattutto se il deficit circolatorio è provocato da infiammazione delle arterie.

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