A molti genitori sarà capitato che il proprio figlio si svegli nel pieno della notte piangendo e urlando, in preda alla disperazione e che nemmeno le maggiori rassicurazioni siano sufficienti a consolarlo: il pianto, la disperazione appare inconsolabile. Cosa succede, cosa fare?

Il Sonnambulismo

Nell’immaginario collettivo il sonnambulo è una persona che si alza improvvisamente dal letto e comincia a camminare ad occhi chiusi con le braccia tese in avanti ma realmente non funziona così.

Il sonnambulismo esiste, certamente, i sonnambuli in verità fanno cose durante il sonno di cui non si rendono conto e delle quali non ricordano nulla al risveglio.

Anche i bambini, soprattutto loro, possono soffrire di sonnambulismo. Capita frequentemente che un bambino mentre dorme si alzi e si metta a parlare giocare, fare le comuni attività che svolge di giorno ma veramente senza essere realmente sveglio.

Perché il sonnambulismo dei bambini

La scienza non è ancora riuscita a capire a fondo il motivo che sta alla base del sonnambulismo. si limita a comprendere che il fenomeno esiste e ad accettarlo per quello che è: un fenomeno che non ha connotazioni patologiche e che non rappresenta un pericolo per il bambino.

Il sonnambulismo interessa il 15% dei bambini tra i 4 e i 12 anni per scomparire con il tempo. Soltanto il 2% dei casi si mantiene anche nell’età adulta.

Il sonnambulismo non è pericoloso in se ma lo diventa se il bambino trova ostacoli sul proprio cammino o trova l’accesso aperto verso le scale o porte aperte che lo conducono a rischi concreti.

In questa fase, infatti, il senso del pericolo non esiste, come non esiste la piena coscienza di ciò che il bambino sta facendo. Rischia, in questo modo, di farsi del male ma se nulla accade, il bambino tornerà a letto autonomamente.

Al mattino il bambino, risvegliatosi, non ricorderà affatto di essersi alzato nella notte.

Il Risveglio confusionale nel bambino

Oltre al sonnambulismo il bambino può anche presentare il Risveglio confusionale. Di che si tratta? In questo caso il bambino si sveglia improvvisamente nel pieno della notte, spesso più o meno allo stesso orario, piangendo e lamentandosi, spesso urlando.

Sembra che il bambino sia davvero terrorizzato e continua ad esserlo nonostante tutte le rassicurazioni di mamma e papà, questa disperazione può durare molti minuti, anche mezz’ora.

Curiosamente, al mattino, il bambino non ricorderà assolutamente nulla di quanto accaduto e affronterà la sua giornata esattamente come se nulla fosse accaduto.

I risvegli confusionali si presentano frequentemente tra i 2 e i 15 anni, dopodiché scompaiono. Non c’è nulla di patologico in tutto questo, la corteccia cerebrale continua a funzionare come di giorno ma il cervello è realmente addormentato.

Questa situazione cerebrale crea evidentemente dei contrasti in cui il risultato è un’elaborazione irreale della realtà, inconsapevole e senza che la memoria ne conservi traccia dal momento che il cervello è addormentato ma la corteccia, con la sua attività, crea questa condizione.

Possiamo affermare che la condizione di Risveglio Confusionale sia il risultato di una disgiunzione funzionale di diverse aree del cervello.

Il Pavor Nocturnus

Il Pavor notturno o terrore notturno, si differenzia rispetto al risveglio confusionale per il carattere di vero terrore che il bambino,prova. Si accompagna a questa condizione il battito cardiaco accelerato, agitazione intensa, sudorazione e il tentativo del bambino di scappare dal suo letto.

Questa situazione non ha nulla a che fare con gli incubi e con la paura del buio, è una condizione a se che comunque non lascia alcun ricordo dell’evento nel bambino.

Cosa fare

La prima cosa è evitare di dare sostanze eccitanti al bambino dopo le ore 16, compreso quindi te, cioccolato, coca cola. La luce va bene nel riposo pomeridiano ma va ridotta, non tolta completamente, di notte.

Negli episodi di terrore notturno, far percepire al bambino la presenza della mamma o del papà senza cercare di svegliarlo. Evitare di far dormire il bambino nel lettone con i genitori.

Evitare di far usare Smartphone o Tablet o PC dal bambino almeno un’ora prima della nanna e cercare di rispettare gli orari di sonno non consentendo al bambino di restare sveglio fino a tardi. Un tempo i bambini andavano a nanna dopo “Carosello”: era una buona abitudine che sarebbe bene tornare a rispettare.

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