Merlani: “Viterbo-Rieti sarà la nuova CamCom dell’alto Lazio”

Firmato dal ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda il decreto che dà il via alla riorganizzazione del sistema camerale in Italia. La soddisfazione del presidente Domenico Merlani

L’annullo postale

Il Ministero dello Sviluppo economico, con la firma del decreto da parte del ministro Carlo Calenda avvenuta ieri, ha definito il nuovo assetto territoriale delle Camere di commercio che passano da 105 a 60 portando a compimento il processo di riorganizzazione partito due anni fa con la riforma Madia. Il riordino realizza un sistema camerale più snello ed efficiente in grado di rispondere con maggiore efficacia alle nuove sfide di modernizzazione del Paese. Nel Lazio le Camere di commercio passano da 5 a 3: Roma, Viterbo e Rieti, Latina e Frosinone.

Si apre ora una nuova fase di progettazione che permetterà alle Camere di commercio di assolvere alle nuove funzioni strategiche in tema di digitalizzazione, orientamento e formazione, valorizzazione del turismo e del patrimonio culturale che sono state loro attribuite dal decreto legislativo 219 del 2016.

“Nel processo di riorganizzazione del sistema camerale – dichiara Domenico Merlani, presidente della Camera di Commercio Viterbo – partiamo da oggi con un punto di certezza: Viterbo-Rieti sarà la nuova Camera di commercio dell’alto Lazio. Un traguardo tutt’altro che scontato fino a qualche mese fa, che consideriamo il migliore possibile tenendo conto che verrà a costituirsi un’entità unica in un’area sostanzialmente omogenea, capace di essere più vicina e sensibile ai bisogni delle imprese e dei lavoratori. Dalle prossime settimane ci aspetta un lavoro molto impegnativo per compiere tutti i passaggi necessari alla nascita della nuova Camera di commercio, ma le prime sensazioni sono molto positive”.

Il piano nazionale approvato dal Ministero dello Sviluppo economico riorganizza profondamente il sistema e ne razionalizza le strutture producendo contemporaneamente risparmi significativi stimati in 50milioni di euro annui a regime. Il processo di razionalizzazione coinvolge, infatti, anche le aziende speciali che vengono ridotte da 96 a 58, mentre le sedi secondarie scendono del 20% con una riduzione complessiva di un quarto dei metri quadrati utilizzati e la messa a reddito degli uffici non utilizzati. Vengono così “liberati” circa 400mila metri quadrati di immobili. Rivista anche la dotazione organica delle Camere Commercio che nel 2019 sarà di 6.700 unità contro le 8.800 unità del 2016.

“E’ questo un passaggio storico che consente di dare alla luce un nuovo sistema camerale in grado di supportare il processo di ammodernamento in corso nel nostro tessuto produttivo. Dopo questa fase di razionalizzazione, è ora il momento di guardare al futuro. Le nuove Camere di commercio sono pronte ad impegnarsi sui nuovi temi che riguardano le nuove frontiere dello sviluppo per le imprese ed il Paese”.  E’ il commento del presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, che aggiunge “Abbiamo già aperto nuovi cantieri per permettere agli imprenditori di cavalcare le sfide dell’economia 4.0 attraverso la digitalizzazione, per avvicinare i giovani al mercato del lavoro, per dare valore alla cultura e al turismo che sono la ‘grande ricchezza’ dei nostri territori”.

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