La rondine comune

Probabilmente a tutti sarà capitato di vedere (e sentire) varie volte le “rondini” annunciare l’inizio della primavera. Non a caso la rondine comune (Hirundo rustica) è uno degli uccelli migratori, appartenenti all’ordine dei passeriformi, più diffusi e conosciuti. Essa è una specie cosmopolita (diffusa in tutto il mondo, ad esclusione dei poli), nidifica nell'emisfero settentrionale e sverna nell'emisfero meridionale

Nella foto una rondine adulta che nutre due piccoli. I nuovi nati sono in grado di lasciare il nido dopo 20-21 giorni, tuttavia gli adulti provvedono al loro sostentamento per ulteriori 6-7 giorni

di Gabriele La Malfa

Spesso ci si riferisce alla rondine comune semplicemente col nome di “rondine”, anche se, in realtà, a livello di tassonomia il termine indica tutta la famiglia degli irundinidi (Hirundinidae).

Malgrado sia una specie ad ampissima diffusione (si stimano almeno 200 milioni di esemplari) oggi la sua popolazione globale è in declino. Ciò, presumibilmente, a causa della sempre maggiore diffusione dell’agricoltura intensiva, con l’uso di pesticidi che riducono il numero di insetti (alimento primario delle rondini), e della caccia da parte dell’uomo (nelle aree di svernamento, emisfero australe, spesso questo uccello è attivamente cacciato dalle popolazioni locali).

La rondine comune è un uccello di piccole dimensioni, lungo meno di 20 cm (coda compresa) e con apertura alare non superiore ai 30-35 cm. Il corpo snello, le ali ricurve e appuntite, la lunga coda biforcuta (le due piume esterne sono visibilmente più lunghe delle altre) danno all’animale un’estrema destrezza e resistenza nel volo (rispetto ai passeriformi non appartenenti alla famiglia degli irundinidi l’atto del volo consta circa il 50-60% di dispendio energetico in meno).

Sebbene la maggior parte delle sue attività siano svolte in volo (in primis la caccia agli insetti), le rondini, all’occorrenza, possono anche camminare sul terreno (con una particolare andatura ondeggiante). Ad ogni modo le loro zampe sono chiaramente più adatte all’appollaiamento che alla deambulazione (dita anteriori parzialmente unite alla base).

Come accennato sopra, la rondine comune è un uccello migratore, che nidifica tra aprile e ottobre nell’emisfero boreale e sverna nell’emisfero australe. In Italia arriva a fine marzo (proprio ad annunciare la primavera) e riparte ad inizio ottobre.

Durante le migrazioni vola in grandi stormi a poche decine di metri di altezza dal terreno e arriva a percorrere anche 11 mila km per svernate. Dall’Europa segue due principali vie migratorie; le popolazioni del nord d’Europa passano dai Pirenei, si dirigono verso la Spagna orientale, oltrepassano il Mediterraneo attraverso lo stretto di Gibilterra, arrivano in Marocco e superano il deserto del Sahara fino ad arrivare nella Repubblica Democratica del Congo (tra novembre e dicembre). Quelli dell’Europa meridionale (Italia compresa) attraversano il Mediterraneo, arrivano in Egitto e attraversano la valle del Nilo per raggiungere l’Africa centrale, evitando, così, in parte le zone desertiche.

Essendo un uccello prettamente diurno, il volo migratorio avviene sempre di giorno, alternato da regolari soste notturne.

Oggi le rondini comuni nidificavano soprattutto sotto le sporgenze di costruzioni umane (quali tetti di case, fienili e stalle); prima dell’avvento dell’uomo i loro principali siti di nidificazione erano le scogliere e le caverne.

Il nido è a forma di coppa aperta ed è fatto di fango e altri materiale vegetale, che l’adulto trasporta nel becco. In genere le rondini nidificano 2 volte all’anno (deponendo 4-5 uova ogni volta), la cova dura poco più di due settimane (entrambi i genitori costruiscono il nido e nutrono piccoli). Dopo circa 20-21 giorni i piccoli sono pronti a lasciare il nido. La maturità sessuale viene raggiunta ad un anno di età e la durata media della loro vita è di circa 4 anni.

Forse non tutti sanno che le rondini, oltre a nutrirsi in volo, bevono senza posarsi: passano radenti sopra una pozza d’acqua e sfiorano col becco aperto la superficie.

Nella rondine comune non vi è un alcun evidente dimorfismo sessuale, ad esclusione della coda leggermente più lunga nel maschio, pertanto è quasi impossibile distinguere a vista i sessi.

La coda, oltre a garantire un’indiscussa manovrabilità in volo, ha una notevole importanza sessuale. Infatti un rilevante parametro di scelta della femmina è legato alla perfetta simmetria e alla lunghezza della coda posseduta dal maschio.

Sono state classificate 6 sottospecie di Hirundo rustica, quella diffusa in Italia è l’Hirundo rustica rustica (colore delle piume dorsali più scuro rispetto alle altre sottospecie).

La rondine comune è un buon indicatore biologico (la sua presenza è segno di un ambiente piuttosto salubre) ed un eccellente “insetticida naturale” (si nutre di una grande quantità di insetti, tra cui le zanzare).

fonte: Accademia Kronos onlus

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