“La Bisentina è in vendita, vi svelo chi la compra”: RG incontra Ferdinando del Drago

Viste le tante notizie che circolano riguardo l'isola Bisentina, RadioGiornale ha contattato uno dei nipoti della nobile famiglia del Drago che abbiamo incontrato a Bolsena. “L’isola è protetta da mille vincoli, piuttosto mi concentrerei sulla cementificazione selvaggia intorno al lago”, ci dice

ph. Bruno Pagnanelli© all right reserved
ph. Bruno Pagnanelli© all right reserved

RadioGiornale torna ad occuparsi della Bisentina e lo fa perché sono molte le voci, più o meno infondate, che si susseguono su una presunta vendita dell’isola del Lago di Bolsena. Russi, americani, arabi, perfino cinesi – secondo le dicerie – si sarebbero messi in fila per accaparrarsela. La cifra? Anche qui impazzano le scommesse: 5, 6, 7 milioni di euro. La redazione RG si è preoccupata di verificarne la veridicità contattando direttamente il nipote del principe Giovanni, Ferdinando del Drago, amante del bello e profondamente ambientalista, oltre che conoscitore dell’isola. Lo incontriamo proprio nel palazzo di famiglia a Bolsena, quel palazzo che, lasciatogli in eredità, conosciamo bene avendo avuto modo, in diverse occasioni, di essere invitati dal compianto principe Giovanni.

Ma andiamo con ordine: secondo gli organi di stampa, il sindaco di Capodimonte (nel cui comune ricade l’isola) avrebbe di recente (ri)contattato l’attuale proprietaria della Bisentina, ovvero la principessa Angelica del Drago. “Le ho parlato proprio in questi giorni – afferma il primo cittadino Fanelli – e mi ha confermato che, vista la sua età, ha lasciato tutta la proprietà in mano ai nipoti che sono intenzionati a mettere in vendita l’isola”. Non sappiamo se quanto affermato sia vero o meno, ma uno dei nipoti, Ferdinando del Drago appunto, ci dice che “non so di quali nipoti faccia riferimento, comunque non sono io”. In realtà Donna Angelica ha anche altri nipoti, quali spiccano Sigieri e Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini, membri di uno dei casati nobiliari più ricchi e potenti d’Italia, che fa capo ad importanti business finanziari ed economici. Ma vediamo nel dettaglio l’incontro che abbiamo avuto con Ferdinando del Drago.

Ferdinando del Drago

di Caterina Berardi

Un pomeriggio di primavera con l’ora legale già scattata, il ritorno delle rondini e l’aria che profuma d’estate, lo trascorriamo in piacevole compagnia di Ferdinando del Drago, nipote di Giovanni, il quale ci attende presso la dimora storica di famiglia a Bolsena. Il nostro incontro avviene precisamente nella biblioteca del palazzo. Tra morbidi sofà dai toni rosso porpora, tele antiche, arazzi e ritratti di personaggi storici inizia la nostra conversazione.

Ferdinando, che ricordi ha della Bisentina?

Ricordo la mia infanzia sull’isola e la presenza di un vento selvaggio, ricordo i profumi del bosco e i tanti bagni che facevo. Ho trascorso molto tempo sulla Bisentina, diversi mesi senza toccar terra, compreso l’inverno. Il lago agitato con le sue onde altissime era uno scenario bellissimo ma altrettanto inquietante.

So che ha prodotto degli splendidi scatti per il National Geographic, ne deduco che le piace la fotografia e la natura.

Si, amo la fotografia naturalista. Ero un fotografo indipendente (freelance) per il National Geographic, ho fatto delle mostre, ho partecipato a dei concorsi poi, dopo la morte di mio zio Giovanni, ho dovuto interrompere questa attività che era diventata ormai un hobby. I miei scatti li ho eseguiti presso il parco nazionale d’Abruzzo.

La redazione RG ha un bel ricordo del principe Giovanni, il quale ci raccontò di aver visto da giovane in America un “simil ufo”. Anche la Bisentina è pervasa da un’energia particolare. Lei che ne pensa?

Senz’altro l’isola ha un’atmosfera diversa, personalmente non ho avvertito niente di sovrannaturale; avverto, tuttavia, un’energia particolare. Le dirò, ho trascorso molto tempo sull’isola in inverno e non avevo nessuna voglia di prendere la barca e tornare a terra. Volevo rimanere lì, e le assicuro che trascorrere l’inverno sull’isola è dura! Mio zio Giovanni diceva che le persone speciali erano in grado di amare l’isola anche in inverno. Consideri che non c’è riscaldamento e non c’è corrente elettrica. L’isola in inverno è aspra, umida, fa subito notte e non c’era molto da fare, tranne che raccogliere la legna per accendere il fuoco. Tutto questo ha rafforzato in me questo legame. Fortunatamente c’era una bella biblioteca che ti costringeva a leggere. Pensi che sull’isola c’erano tanti animali, possiedo delle foto degli anni ‘20 (all’epoca l’isola era del padre della zia di Don Giovanni) dove venivano documentate delle battute di caccia liberando fagiani e lepri. D’estate è diversa, tutto più bello e colorato. Durante la fase dell’abbandono della Bisentina, da una parte è stata una tragedia ma dall’altra è stata una benedizione perchè ha potuto permettere il ripopolamento degli animali selvatici. Pensi che è tornato a nidificare il falco pellegrino e anche la natura si è ripresa i suoi spazi, com’è giusto che sia.

Per la questione Bisentina, la stampa locale ha prodotto molte notizie. Si è scritto e letto di tutto. Cosa può risponderci in merito?

Per quanto riguarda l’isola ho letto delle cose che non mi hanno fatto piacere. Chiariamo una cosa: l’isola non è la mia, bensì di mia zia Angelica del Drago. A dire il vero non parliamo molto del suo destino. Tuttavia, attraverso i media e i social ho appreso notizie spiacevoli. Hanno scomodato perfino i russi e gli arabi, e su questo mi sono informato personalmente. Le posso dire che è vero che l’isola è stata messa in vendita e che tanta gente interessata è andata a vederla, ma chi è più vicino alla conclusione della trattativa dell’acquisizione della Bisentina è una fondazione italiana di privati benestanti che riporterebbero l’isola agli antichi splendori. Non so se daranno seguito alla fruizione delle visite pubbliche. Tra le altre cose, chiunque la prenderà in carico non potrà fare nulla a parte i restauri dei monumenti, perché l’isola ha mille vincoli, men che meno costruirci un grattacielo! Questa fondazione italiana potrebbe chiudere il cerchio sulla trattativa per l’acquisizione.

Negli anni precedenti, insieme ad associazioni ambientalistico/culturali sono state fatte diverse battaglie per la salvaguardia lacustre e della Bisentina. Lei che ne pensa di tutto questo movimento pro ambiente?

Per il discorso Bisentina mi sento abbastanza tranquillo, mentre mi accorgo tuttavia della cementificazione selvaggia che vi è intorno al lago. Quello che succede a riva è meno protetto rispetto all’isola. Sono a Bolsena da appena un anno e mi accorgo che ci sono aspetti molto più gravi sulle rive del lago. Primo fra tutti manca il rispetto per l’ambiente, oltre che il senso civico. Come mi ritengo fortemente contrario alle barche a motore. Il lago di Vico non ha permesso la navigazione a motore, nemmeno il Trasimeno. Io faccio la mia parte, ho la mia barchetta a remi oppure nuoto. D’estate poi il problema è allucinante, considerando che il lago ha un ricambio molto lento. Mi meraviglio come non abbiano ancora proibito la navigazione a motore. Tornando alla Bisentina, sarei stato più contento se fosse data in gestione al FAI o al WWF. Io l’avrei fatto, però l’isola è – come detto – di mia zia Angelica e le ripeto che i vincoli esistono anche se l’isola dovesse essere presa da un pazzo. Le ultime notizie che ho sono queste, le uniche attendibili riguardano questa fondazione italiana.

E nel caso fosse veramente un pazzo a comprarla?

Combatteremo. Anche se a mio avviso, i problemi intorno al lago sono molto più seri.


Tratto dalla rubrica “RadioCronaca” by RG

© riproduzione riservata

You must be logged in to post a comment Login