Progetto Bisenzio: il resoconto della Campagna di ricognizione 2016

Dopo la prima fase di ricerche condotta nel 2015 sul promontorio di Bisenzio a Capodimonte, è terminata anche la seconda fase che ha prodotto importanti risultati. Ce li racconta direttamente l'ideatore e coordinatore del Bisenzio Project, Andrea Babbi

Grazie al sostengo economico della Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG) e al fondamentale supporto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale (Dr. Alfonsina Russo Tagliente. Dr. Valeria D’Atri), nel 2016 sono proseguite le innumerevoli attività di ricerca del Progetto Bisenzio (http://web.rgzm.de/en/research/research-areas/a/article/bisenzio-multi-disciplinary-research-on-a-major-etruscan-centre-from-the-late-bronze-age-to-the-arc.html), progetto ideato e coordinato dal Dr. Andrea Babbi al momento ricercatore a contratto presso la Sezione di Preistoria del Leibniz Forschungsinstitut für Archäologie del Römisch-Germanisches Zentralmuseum di Mainz (RGZM).

a cura di Dr. Andrea Babbi

Progetto Bisenzio: georadar montato su trattore (Foto Andrea Babbi)
Progetto Bisenzio: georadar montato su trattore (Foto Andrea Babbi)

Attività di ricerca sul territorio

Nei mesi di maggio e giugno il Boltzmann Institute for Archaeological Prospection and Virtual Archaeology di Vienna ha proseguito la Campagna di indagini geofisiche intrapresa già nell’estate 2015 (http://archpro.lbg.ac.at/bisenzio-project). A causa condizioni atmosferiche particolarmente sfavorevoli i colleghi di Vienna hanno potuto indagare 22,1 ettari. Nonostante tali difficoltà, i risultati sono stati anche quest’anno interessanti e assai promettenti. Infatti in alcuni campi il deposito archeologico è risultato piuttosto conservato e la regolarità delle anomalie registrate dal georadar ha indotto a riconoscervi dei resti murari verosimilmente pertinenti a delle strutture edilizie allineate lungo un percorso viario rettilineo.

I geologi del gruppo di lavoro ‘Paleoenvironmental Holocenic Evolution and Setting dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale’ (Dr. Paolo Maria Guarino, Dr. Mauro Lucarini, http://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/suolo-e-territorio-1/progetto-bisenzio/progetto-bisenzio) hanno completato alcuni micro carotaggi realizzati a mano e svolto l’analisi dei campioni così prelevati.

Progetto Bisenzio: geologi al lavoro lungo il Fosso della Nocchia (Foto Andrea Babbi)
Progetto Bisenzio: geologi al lavoro lungo il Fosso della Nocchia (Foto Andrea Babbi)

Contemporaneamente hanno intrapreso lo studio sistematico delle sezioni naturali dei fossi che corrono lungo alcuni dei campi disposti a corona intorno al Monte Bisenzio. Grazie al patrimonio di conoscenze dei membri del Gruppo Archeologico Bisenzio, abbiamo potuto localizzare ed esaminare i fronti di cave antiche presenti nel territorio. Infine abbiamo intrapreso la stesura di una carta geologica della regione del Monte Bisenzio assai più dettagliata di quella disponibile (scala 1:500 rispetto a quella 1:10.000 della cartografia esistente), registrando preliminarmente e in un ristretto quadrante del territorio ben 8 litotipi contro i due altrimenti documentati. L’accurata conoscenza della varietà dei tipi di substrato costituisce un aspetto rilevante dell’indagine; infatti le caratteristiche dei giacimenti di base, determinando la natura dei suoli sovrastanti potrebbero aver contribuito a determinare le destinazioni d’uso dei diversi appezzamenti di terreno già nell’antichità.

Progetto Bisenzio: ricognizione archeologica di superficie 2016 (Foto Andrea Babbi)
Progetto Bisenzio: ricognizione archeologica di superficie 2016 (Foto Andrea Babbi)

La Campagna di ricognizione di superficie archeologica 2016, da ma diretta, ha visto la partecipazione di studenti non solo di Mainz, ma anche delle Università di Heidelberg, München e dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo. In 14 giorni di lavoro (4 ore al giorno nel corso della mattina) è stata indagata una superficie di 1,4 ettari, e sono stati georeferenziati ben 4227 frammenti. Nell’attività pomeridiana (le restanti 4 ore), realizzata nel laboratorio allestito nel Circolo degli Anziani di Capodimonte grazie alla piena disponibilità dell’Amministrazione locale, abbiamo esaminato accuratamente 1102 frammenti significativi, le cui schede sono andate ad arricchire l’archivio informatico già esistente; sono state realizzate 3219 fotografie dei materiali, e 200 rilievi grafici dei pezzi più significativi.

Nel corso delle Campagne 2015 e 2016 sono stati dunque perlustrati in modo intensivo 5,2 ettari; i manufatti georeferenziati sono stati 7720. L’archivio digitale dei frammenti significativi prevede dunque 2470 voci; 7383 fotografie dei manufatti; circa 465 rilievi grafici dei reperti più importanti.

Anche quest’anno i risultati della ricerca svolta nel mese di settembre sono stati prontamente comunicati alla cittadinanza alla fine delle attività in una conferenza che ha avuto luogo il 23 settembre presso il Museo di Capodimonte e ha visto la partecipazione di numerosi cittadini e molti visitatori interessati al patrimonio culturale del territorio. La relazione è stata tenuta dal sottoscritto e dal dottorando Florian Miketta (JoGU).

Attività di ricerca nei depositi dei musei

Anche lo studio dei manufatti provenienti da alcune delle numerose importanti indagini poste in essere durante il secolo scorso nel territorio visentino da parte della Soprintendenza è proseguito senza interruzioni.

I nove mesi di lavoro al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia svolti nei mesi invernali del 2015 e del 2016, hanno permesso di esaminare e documentare graficamente i reperti rinvenuti da Alberto di Mario nel corso delle esplorazioni dei fondali da lui attuate negli anni ’70; inoltre è stato possibile riordinare accuratamente quasi tutte le cassette di reperti della campagna 1979 condotta da Maria Antonietta Fugazzola Delpino, Filippo Delpino, Maria Paola Baglione e Francesca Melis presso il Monte Bisenzio, e contestualmente sono stati catalogati ben 2000 frammenti significativi, e sono stati realizzati i rilievi grafici di ben 200 tipi.

Progetto Bisenzio: studio dei reperti ossei da una delle cremazioni dalla necropoli Olmo Bello, Scavi 1927-31 (Foto Andrea Babbi)
Progetto Bisenzio: studio dei reperti ossei da una delle cremazioni dalla necropoli Olmo Bello, Scavi 1927-31 (Foto Andrea Babbi)

Infine tutti e 78 i corredi portati in luce tra 1927 e 1931 da Fausto Benetti ed Enrico Stefani in contrada Olmo Bello, sono stati pre-catalogati e fotografati (circa 9000 fotografie) nel corso di otto mesi di lavoro nei depositi del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e in quelli del Museo Nazionale Etrusco di Viterbo. Della metà dei tipi è stata già realizzata la documentazione grafica digitale definitiva. Contemporaneamente i resti umani delle cremazioni ed anche i resti delle ossa animali provenienti dalle stesse cremazioni sono stati attentamente studiati e commentati rispettivamente dall’antropologa fisica (Dr. Rita Vargiu) e dall’archeozoologa (Dr. Claudia Minniti). Le analisi dei resti vegetali e dei carpo resti, così come delle sostanze organiche recuperate da alcuni vasi in bronzo sono incorso di analisi rispettivamente al Dipartimento di Biologia Vegetale dell’Università degli Studi Roma (Dr. Alessandra Celant), e dal Helmholtz Zentrum – München, Deutsches Forschungszentrum für Gesundheit und Umwelt, Research Unit Analytical BioGeoChemistry (Prof. Philippe Schmitt-Kopplin) e dal Biomolecular Archaeology Project del Museum of Archaeology and Anthropology della Università della Pennsylvania (Dr. Patrick McGovern).

Attività di disseminazione della conoscenza

Tra la primavera e la fine dell’estate, mi sono impegnato anche nell’attività di disseminazione della conoscenza. Mi sono molto adoperato per realizzare un incontro con gli studenti dell’Istituto Istruzione Superiore Francesco Orioli di Viterbo. Grazie anche alla piena collaborazione del Dirigente Scolastico (Dr. Pasquale Picone) e dei Professori Loretta Tofanicchio e Danilo Piovani, la giornata ha avuto luogo il 27 maggio, e ha visto la partecipazione anche della Dr. Valeria D’Atri, responsabile archeologo della Soprintendenza per il territorio, e della Dr. Caterina Pisu, direttrice del Museo della Navigazione nelle Acque Interne di Capodimonte. Sono state illustrate le attività di salvaguardia e valorizzazione poste in essere dalla Soprintendenza Archeologica, il nuovo allestimento del Museo di Capodimonte, e il Progetto di ricerca Bisenzio. Quindi gli studenti hanno potuto rivolgere domande libere ai relatori.

Infine il 26 e il 27 Settembre, il Museo di Capodimonte ha ospitato rispettivamente delle classi di seconda media di Capodimonte e Marta e di quinta elementare di Capodimonte, in tutto 43 studenti che hanno partecipato ad un’attività didattica ideata da me e da mia moglie, la Dr. Veliana Olivieri archeologa e docente di scuola secondaria di primo grado. L’attività che ha preso forma grazie alla entusiastica adesione del corpo docente e alla preziosa collaborazione dei membri della Associazione di promozione sociale ‘La Porticella’ di Capodimonte, ha visto gli studenti impegnati ininterrottamente per circa due ore in attività ludico-seminariali incentrate sull’analisi, comprensione e commento del patrimonio archeologico di Bisenzio. Particolare attenzione è stata posta nella valutazione della differenza in quantità e qualità delle informazioni tramandate da contesti archeologici rispettivamente intatti e saccheggiati a causa dell’attività illegale e devastante dagli scavatori clandestini.

Attività di disseminazione dei dati scientifici

La pubblicazione scientifica dei risultati della ricerca prevista per il 2018 con l’edizione dei primi due volumi su Bisenzio, è stata anticipata da due contributi di presentazione del progetto editi in lingua inglese. Il primo contributo è scaturito da una breve ma intensa relazione da ma presentata all’importante Convegno di Etruscologia del 2015 organizzato annualmente ad Orvieto dalla prestigiosa Fondazione Faina, convengo i cui atti sono in corso di edizione in queste settimane. Il secondo, realizzato in collaborazione con i colleghi geologi dell’ISPRA Paolo Maria Guarino e Mauro Lucarini, è stato presentato in forma di poster all’88° Congresso della Società Geologica Italiana tenutosi a Napoli dal 7 al 9 settembre 2016 ed è ora disponibile in internet.

Dr. Andrea Babbi (Initiator, Co-Principal Investigator and Research Coordinator of the Bisenzio Project)


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